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Magistrati in politica

Ha dichiarato il Senatore D’Ascola,presidente della Commissione Giustizia del Senato :”Vogliamo stringere i tempi” C’è un’ampia convergenza delle forze politiche”. Quest’ampia convergenza riguarda il disegno di legge, che deve porre seri limiti al rientro in toga dei magistrati che siano scesi in politica candidandosi semplicemente o venendo eletti.

Una  previsione veramente rischiosa è il tentativo di far ritornare i magistrati eletti direttamente in Cassazione. Ci sono troppi interessi particolari e personali a questo riguardo.
E’ paradossale che sia il Csm che l’Associazione magistrati che tutta la politica, fanno notare il grave danno di immagine ed i pericoli dei giudici  che scendono in politica  e poi ritornano ad indossare la toga. Eppure non si riesce a porre un freno, un rimedio, a tale fenomeno.
Con tutti gli impegni parlamentari forse questa legge non la si approverà in tempo,  forse anche qualche magistrato sta scaldando i motori per scendere in politica e candidarsi, come qualcun altro desidera ritornare in posti di rilevo, di ritorno dalla politica. Ebbene il rimedio per contrastare quei magistrati che hanno studiato o stanno studiando per “scendere in campo”, è a portata di mano e mi sembra l’uovo di Colombo.
I magistrati in servizio non hanno alcun collegamento diretto con gli elettori, non si possono candidare lì dove hanno esercitato le funzioni giurisdizionali. Non hanno apparato elettorale. Quasi sempre i colleghi che sono stati eletti, lo sono stati in territori lontanissimi dalle loro sedi, dove nessuno li conosceva, se non forse dai titoli dei giornali.
Ed allora?Allora la soluzione è semplice. Tutti i partiti vedono come il fumo negli occhi, giustamente, i magistrati che scendono in politica.Dunque, tutti i partiti, non offrano alcun seggio ai magistrati, come pure hanno fatto in passato. Si accordino per evitare di candidarli.  Nessun  magistrato può avere la forza di candidarsi da solo.Il problema è risolto in radice. A questa soluzione si dedichi il CSM e l’Associazione nazionale Magistrati che terrà da venerdì il suo congresso. I Segretari dei gruppi correntizi, il Presidente dell’Associazione stessa, il CSM, dinanzi al Presidente della Repubblica, invochino questa soluzione che appare assolutamente rispettosa dei canoni costituzionali.Ne avranno il coraggio? Quanto al rientro in toga degli attuali magistrati in politica, le soluzioni ci sono e sono semplicissime. Le alchimie non servono. Questi colleghi possono rientrare in organi giurisdizionali collegiali lontani dai loro territori di elezioni o di appartenenza. Chi è stato eletto nel Lazio  o in altre zone del centro Sud, può tornare in una sezione di un Tribunale in Friuli, in Valle d’Aosta, che è stato eletto in un collegio del Nord potrà tornare in ruolo in Calabria o in Sicilia, dove c’è sempre bisogno di magistrati. Per otto o dieci anni. Mi sembra elementare, come diceva Mr. Watson all’amico Holmes.
Troppo elementare, perciò non accadrà mai.

Carlo Visconti

 Magistrati in politica -Carlo Visconti