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Diritto o giustizia popolare? - Di Carlo Visconti

E’ degli ultimi tempi una serrata polemica sulle decisioni dei Tribunali amministrativi regionali in relazione a questioni rilevanti della vita pubblica. Il Colosseo, le vaccinazioni,altre decisioni di organi amministrativi.
C’è che si è scagliato violentemente contro i Giudici amministrativi affermando che si intromettono in tutto rallentando attività economiche, turistiche e quant’altro.
Ma non sono solo i Giudici amministrativi, sotto gli attacchi spesso gratuiti, di politici e giornalisti ed opinionisti in genere, per decisioni che si possono prestare a strumentalizzazioni politiche o demagogiche.
Per carità le decisioni dei giudici ordinari o amministrativi o anche costituzionali, devono sempre essere sottoposte al fondamentale diritto di critica, perno essenziale delle vere democrazie.
Ma quando le critiche trasmodano in invettive violente,piene talvolta di insulti personali, di espressioni del tipo “decisione vergognosa” o quant’altro, viene messa davvero in pericolo la democrazia dello Stato.
In sostanza, anche in virtù della pervasività dei social media,viene amplificata una vera attività di delegittimazione dei giudici, che quando non ha origine soggettiva e strumentale, diviene comunque oggettivamente delegittimante.
Sarebbe bene che tanti commentatori, opinion’s makers, politici e giornalisti, avessero ben presente, che le sentenze ed i provvedimenti giurisdizionali sono l’esito di un procedimento.
Che i procedimenti si svolgono  sulla  base di regole di legge, documenti, testimonianze, perizie,memorie, insomma di una massa di elementi raccolti nell’ambito dell’attività processuale.
All’esito il giudice, collegiale o monocratico emette una decisione che deve essere motivata e che deve dar conto di tutto quanto contenuto agli atti e su questi atti deve essere fondata.
Spesso invece chi pontifica sulle sentenze, non ha letto una pagina degli atti processuali.
Si limita ad annusare la popolarità o meno della decisione.
Il gradimento che la gente in cuor suo si fa della questione.

Giammai delle sue opinioni personali o della gente. Invece  giù con l’invettiva, l’offesa talvolta anche personale, il dubbio sull’onestà  e perfino la capacità professionale di chi ha deciso.
Nessuno che spieghi realmente che talvolta la legge, impedisce un arresto dell’autore di un reato che ha colpito l’opinione pubblica.
Ad esempio, di recente, un giovane, ha investito mortalmente un ciclista. E’ tornato a casa sua ed è andato a letto.
I genitori, insospettiti da un comportamento poco chiaro del figlio, hanno compreso che era accaduto qualcosa di poco chiaro ed hanno avvertito i Carabinieri.
Il ragazzo è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria che però il Giudice per le indagini preliminari non ha convalidato, rimettendolo in libertà.
Ne è seguito un coro di riprovazioni. Nessuno ha spiegato chiaramente che il fermo ed il carcere non si potevano applicare, così come illustrato in motivazione dal Giudice che ha deciso.
Ma poco importava. Era troppo semplice invocare la galera in una situazione nella quale era prevedibile il sentimento popolare.
Talvolta anche le sentenze definitive della Corte di Cassazione, vengono attaccate con indecenti espressioni, se non corrispondono alle aspettative  del commentatore di turno e perfino alle povere vittime dio a questa o a quella parte politica o lobby che sia. Tutto ciò è molto pericoloso per la democrazia.
La dissacrazione continuativa delle decisioni giurisdizionali, l’invettiva strumentale, si risolve in una delegittimazione continua delle istituzioni che devono dirimere i conflitti tra i cittadini, i conflitti tra Stato e cittadini, i conflitti tra i poteri dello Stato, i conflitti tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione. Non v’è dubbio che errori vengano commessi dai Giudici.
Errori talvolta grossolani ed inconcepibili dal punto di vista della deontologia e della professionalità.
In questo caso la denuncia deve essere ferma ma sempre motivata e non fondata su convinzioni aprioristiche.
La giustizia del Far West, dove si veniva impiccati per semplice acclamazione popolare, non è degna di qualsiasi moderna democrazia e tanto meno dell’Italia,definita a ragione la culla del Diritto.
Carlo Visconti.

 Diritto o giustizia popolare?