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La Tortura - Carlo Visconti

Lo possiamo torturare? Così una antica pubblicità di Carosello tanti anni fa con un accento marcatamente siculo di un improbabile pirata. La tortura è divenuta terreno di scontro politico. Quel che più colpisce è l’avversione tra i sostenitori ed i detrattori di un provvedimento sacrosanto. C’è chi dice che sia troppo blando, chi troppo duro. Non c’è dubbio che la lunghezza del tempo impiegato per la gestazione sia veramente stato eccessivo.E mi chiedo : è possibile che nel 2000 ci sia ancora chi vuole frenare su un chiaro segnale finalmente di civiltà? Il Presidente Mattarella ha dichiarato:” "Vanno intensificati gli sforzi per dare voce e offrire tutela a tutte le vittime di ogni forma di tortura e per sradicare questa pratica". E' quanto afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio in occasione della Giornata Internazionale a sostegno delle vittime della tortura. "Sevizie e violenze, infatti - sottolinea Mattarella - costituiscono una delle più gravi violazioni dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, sempre e ovunque abbiano luogo". Il Papa su Twitter ha affermato: ferma condanna di ogni forma di tortura" ed ha richiamato  "tutti ad impegnarsi per la sua abolizione". 

Non c’è dubbio che da centinaia di anni forme diverse di tortura sono state praticate da guerriglieri,corpi paramilitari ed anche da apparteneti a forze dell’ordine regolari per imporre comportamenti, per estorcere confessioni attraverso sofferenze inenarrabili.

Ho lavorato per anni da pubblico ministero a contatto con le forze dell’ordine. Accanto a tantissime persone perbene ho visto però tanti sostenitori del “fine che giustifica i mezzi”. Sopraffazioni, soprusi, maltrattamenti per svelare indagini, per cercare colpevoli. Dopo pochi giorni di servizio, quando ero giovane commissario di pubblica sicurezza, un maresciallo che interrogava un presunto rapinatore, alla mia presenza, in piedi dinanzi all’indiziato seduto su una seggiola, gli ha inferto, dall’alto del suo metro e novanta, un pugno al centro della testa che sembrava un colpo di maglio. Avevo ventiquattro anni e subito capii come andavano le cose.

Da magistrato ho sempre lottato contro queste tecniche, che si badi bene sono ben più frequenti di quello che si può pensare. Lo scontro si fa pesante in Parlamento. Un terribile nodo da sciogliere è quello della configurabilità del reato di tortura.  Se debba consistere in un’unica azione o se per esserci tortura, il fatto debba essere “commesso mediante più condotte“ .I magistrati di Genova che hanno svelato le terribili violenze della Scuola Diaz hanno scritto alla Presidente della Camera per segnalare incongruenze nella legge in discussione. Si è letta in Internet una dichiarazione di questo genere:” La legge rischia di inibire un uso legittimo della forza da parte di poliziotti e carabinieri e di chiunque sia impegnato a garantire l'ordine pubblico e la nostra sicurezza». E’ uno strano paese il nostro. Invece di invocare alta professionalità delle nostre polizie, moderno addestramento psicologico, reclutamento di giovani all’altezza del delicato compito di tutori dell’ordine, si continua a pensare che l’ordine pubblico, la sicurezza, la repressione dei reati si debba imporre con la forza e con i malòtrattamenti.   Per l'Associazione Nazionale dei Funzionari di polizia si tratta di “un disegno di legge che falsamente sotto la bandiera ideologica della civiltà giuridica contiene un manifesto ideologico contro le forze di polizia. E nel giornale diffuso (così si a apprende in Internet) dal sindacato si legge: “saremo gettati nelle mani dei delinquenti grazie al progetto di legge per l’introduzione del reato di tortura”. Che dire? Speriamo che la saggezza prevalga sulla barbarie.

Carlo Visconti