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Era il tempo della giustizia e del processo.

E’ stata definitivamente  approvata una riforma del processo penale dopo che era stata annunciata fin dal mese di agosto del 2014 .

La riforma, nell’intenzione del legislatore, dovrebbe  aumentare la velocità dei procedimenti penali, assicurare maggiori diritti nel campo delle intercettazioni ed assicurare per pene più severe per reati di particolare allarme sociale.Come era prevedibile si sono scatenate le ire dei magistrati e degli avvocati. Ma andiamo con ordine. I tempi del processo penale sono biblici, con gravi ripercussioni sui diritti delle parti offese certamente e prima di tutte, ma anche degli imputati che devono attendere anni per sapere se sono innocenti o colpevoli. Nel frattempo attacchi mediatici, carriere distrutte, famiglie distrutte, anche suicidi.Ci si sarebbe aspettati un interesse assai intenso da parte dei politici. Ne è venuta fuori una miniriforma che scontenta tutti. Ma se scontenta tutti qualche motivo ci sarà.

Ad esempio l’avocazione in caso di mancata conclusione delle indagini entro tre mesi dall’iscrizione di un sospettato nel registro delle notizie di reato.Se questo termine viene violato, il Procuratore generale della Corte d’Appello deve avocare il procedimento “strappandolo” dalle mani del Procuratore della Repubblica e lo deve concludere, ma non sembra ben chiaro in che termine debba concludere le indagini.

Per chi conosca minimamente le condizioni logistiche, strutturali di molte Procure, la mancanza di personale, di strutture informatiche, l’enorme numero di adempimenti processuali, le migliaia di fotocopie necessarie, le notifiche e quant’altro,la velocità del processo penale è un’utopia. Sono perfino state negate le notifiche telematiche durante l’iter parlamentare delle nuove norme, figuriamoci. Le Procure generali hanno organici molto ridotti, immaginiamo affidare a quest’ultimo i procedimenti pendenti presso Procure ordinarie con 50 100 sostituti.Ma prendiamo la riforma dell’aumento delle pene.  Sono state aumentate le  pene per taluni reati considerati di  grave allarme sociale: furti in casa, rapine, rapine aggravate ed estorsione La riforma introduce anche la possibilità, per il giudice, di decidere l’estinzione del reato in caso di risarcimento del danno, così da velocizzare le cause per i reati più lievi. Ancora una volta si attribuisce alla discrezionalità del giudice, la valutazione sulla eventuale congruità del risarcimento del danno. Congruità che deve ovviamente essere motivata con un provvedimento.

Quest’ultimo potrà ovviamente essere impugnato e dunque si creerranno altri procedimenti. La prescrizione poi.  Si è tentato di dare un assetto nuovo al delicato tema della prescrizione. Orbene pur non dovendo nascondere alcuni punti positivi, si deve ricordare che la massa delle prescrizione matura nella fase delle indagini e non durante il processo e che la massa delle prescrizioni si verifica presso uffici ingolfati di processi, ma nulla è stato pensato per migliorare l’organizzazione degli uffici stessi .Ma un’ultima annotazione appare necessaria, perché non ci si interroga sul codice di procedura penale? Perché non ci si interroga sulla circostanza che un imputato potrà effettuare mediamente a 7 o 8 ricorsi anche incidentali nel corso del processo.E’ un vero record italiano. Speriamo bene.

Carlo Visconti

 Era il tempo della giustizia e del processo. Carlo Visconti